Roma - Maresciallo Capo Adornato

Sciopeo della fame davanti ala tribunale di Roma, 07 Marzo 2011.

 

Carabiniere separato in sciopero della fame

Non vale la pena vivere senza mia figlia, senza una casa, senza dignità. O riesco ad ottenere giustizia, oppure l’ingiustizia mi ucciderà


A parlare è Fabrizio Adornato, padre separato, a Roma per uno sciopero della fame ad oltranza iniziato lunedì 7 marzo.
Genovese, 46 anni, Maresciallo Capo dei Carabinieri, denuncia un degrado insostenibile sotto ogni profilo: giudiziario, psico-emotivo, economico, relazionale.
La storia delle ingiustizie subite nella separazione è infinita, consultabile al blog http://eremita65.blogspot.com
Il suo è un grido di dolore che acquista una valenza particolare: “Sono un militare dell’Arma, ho dedicato la mia vita a servire la Giustizia. Quando sono stato io ad averne bisogno, la Giustizia mi ha risposto picche”
Ha formulato precise accuse nei confronti di magistrati ed avvocati, attende risposte dal Presidente della Repubblica nella doppia veste di capo delle Forze Armate.
È determinato a non tornare a Genova senza alcun cambiamento: non poter essere padre equivale a non poter vivere.

Contatto diretto Fabrizio Adornato - 3313613354

 


 

Carabiniere separato ricoverato in ospedale

ROMA – 15 marzo 2011
Continua l'impresa dello sciopero della fame...
Fabrizio Adornato, Maresciallo dell’Arma al nono giorno di sciopero della fame, ha avuto un malore in strada.
Ricoverato al Policlinico Umberto I, è sottoposto ad una terapia di ripristino dei liquidi e degli zuccheri.
I sanitari consigliano il ricovero in osservazione, ma Fabrizio - sebbene molto indebolito - è determinato a firmare per essere dimesso.
Chiede di poter vedere la figlia, chiede di non essere cancellato dalla vita della sua bambina.
Se non potrà avere giustizia è deciso a lasciarsi morire organi interni si stanno deteriorando, so che la debilitazione prolungata può causare danni irreversibili… lo sapevo anche prima di partire da Genova, al momento in cui ho deciso di lasciarmi morire se non potrò avere giustizia”.
Lo sciopero della fame ad oltranza non lo spaventa, come non lo spaventano le peggiori conseguenze che ne possono derivare.
“Mi hanno già ucciso certi magistrati, se mi rassegnassi a subire sarei già adesso un morto che cammina. Possono ammazzarmi, ma non possono togliermi la dignità e l’orgoglio di voler essere padre, contro tutto e contro tutti”.
Lo ascolti parlare e non ci credi… Non è possibile che si possa accettare la morte con tanta lucida consapevolezza. Quali vessazioni, quale cronica mancanza di alternative possono spingere uno stimato servitore della giustizia a dichiarare che la mancanza di giustizia lo sta uccidendo?
La storia di Fabrizio Adornato, maresciallo dei Carabinieri ma prima ancora padre separato, è consultabile al blog http://eremita65.blogspot.com

 


 

Il caso Maresciallo contro giudici: «Dieci anni di pratiche insabbiate»

Ha scritto al presidente Giorgio Napolitano, è andato a parlare con i funzionari del Quirinale, è stato indirizzato al Consiglio superiore della magistratura e si è presentato anche lì. Ma non è servito a nulla. Fabrizio Adornato, maresciallo dei carabinieri e padre separato da dieci anni, non riesce a ottenere che la magistratura gli dia una risposta. Da anni è ormai vittima di una separazione dolorosa dalla moglie e, come tanti altri genitori, vive con incredibili difficoltà quanto imposto dalla sentenza civile. Sia dal punto di vista economico, sia da quello affettivo nei confronti della figlioletta. Ma soprattutto, Fabrizio Adornato in quasi dieci anni di separazione, ha vissuto lunghe battaglie con la ex moglie e la ex suocera, ha sempre provato a rivolgersi ai magistrati, ma non ha trovato soddisfazione. Da uomo di legge qual è, si è affidato alle denunce, alle segnalazioni. Ha denunciato assistenti sociali e psicologi con nomi precisi e registrazioni di colloqui, ma si è visto archiviare l’indagine peraltro avviata contro «ignoti». Non si è spaventato quando ha trovato porte sbarrate. Certo dell’autonomia dei magistrati, si è anche rivolto ad altri magistrati quando riteneva di aver subito torti. In altre parole, Adornato ha denunciato anche sei magistrati, sempre portando a sostegno delle sue tesi tutte le documentazioni che poteva. Le sue vicissitudini le ha raccontate su un blog senza timore di scrivere anche tutti i nomi dei giudici con i quali si è scontrato. Ma per l’appunto, non ha ancora avuto risposte alle sue richieste di giustizia. Tuttora non riesce a sapere che fine hanno fatto le sue denunce contro i magistrati. Sente dire che gli stessi non sono al di sopra della legge e che anche loro possono essere perseguiti dagi colleghi se sbagliano, ma non è ancora riuscito neppure a farsi dire se esiste un procedimento a carico di quei magistrati che lui ha denunciato. Nel novembre scorso ha scritto a Napolitano e un funzionario del Quirinale spiegandoli che colui che presiede il Csm non ha titolo per intervenire, ma che ha girato la pratica all’organo di autogoverno dei giudici. Lì Adornato è andato e si è sentito rispondere che «ci vorrà del tempo» per capire che fine hanno fatto le sue denunce, per verificare se per caso ci siano state omissioni da parte di magistrati. Da mesi aspetta anche questa risposta e ora ha deciso di mettere in atto proteste anche clamorose. «Farò uno sciopero della fame a Roma - spiega il maresciallo dei carabinieri Qualcuno dovrà almeno chiedersi perché sto protestando. Resto convinto che la magistratura sia in larga parte sana, ma sono preoccupato se nessuno interviene quando ci sono violazioni. Il cittadino si trova a sbattere contro un muro di gomma quando prova a contrastare con i mezzi che gli offre la legge questo potere». Dopo dieci anni, solo silenzi.


 

Troppi soladi alla ex moglie, Carabiniere non mangia più

Genova - Una storia d’amore che finisce in tribunale, l’odissea giudiziaria, le udienze, le liti con la ex, e poi le
sentenze che lo hanno trasformato in un “nuovo povero”. Di padri separati in difficoltà ce ne sono moltissimi.
Fabrizio Adornato, carabiniere genovese di 45 anni, ridotto sul lastrico dopo la separazione, ha fatto un gesto
disperato: 19 giorni di sciopero della fame davanti al Quirinale. Ora dovrà tornare a Genova per riprendere il
servizio ed evitare l’espulsione dall’Arma dei Carabinieri che comunque in questo periodo gli ha dato il massimo
sostegno.
«La giustizia italiana non aiuta i padri separati, anzi, se può li ostacola e io ne sono l’esempio» dice Fabrizio. Una
sentenza lo costringe a versare 820 euro al mese per gli alimenti all’ex moglie - «che fino a maggio non lavorava» -
e alla figlia che per quindici giorni al mese vive con lui a spese del papà. «Una cifra che ritengo ingiusta - dice
Fabrizio - Ho il conto è in rosso: la casa, di cui sono proprietario al 50 per cento, è andata alla mia ex moglie; non
riesco a pagare le bollette, mi hanno anche staccato la corrente elettrica. Con i 750 euro che mi restano ogni mese
dovrei pagare l’affitto e campare. Non ce la faccio più». Si sfoga sul suo blog (www.eremita65.blogspot.com). «E
non vorrei che l’ultimo fosse perdere mia figlia, ora che sono un “nuovo povero”».
A favore di Fabrizio è nato un comitato spontaneo che durante il suo ritorno in Liguria occuperà la postazione da lui solitamente tenuta nei
pressi del Quirinale con cartelli dalla scritta “Siamo tutti per Fabrizio Adornato”

 


INTERVISTA

 


cosa scirve la stampa

Fonti:

Articolo tratto da : Il Giornale di Genova

L’apello al Presidente della Repubblica: http://www.papaseparatiliguria.it/joomla/i-genitori-denunciano /sul-lastrico-per-la-separazione-scrive-al-presidente-napolitano.html

Il blog nel quale il Maresciallo ha esposto la vicenda: http://eremita65.blogspot.com

 
 

cosa scrive la stampa


Questo il link del gruppo che si batte per questa causa:

 

ENTRIAMO NEL GRUPPO !


ASS.GENITORI NEGATI & ASS.FIGLI LIBERI